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AI LAVORATORI SOLAGRITAL NON BASTANO LE SPERANZE

novembre 22, 2010

SEL Bojano denuncia l’inerzia dell’amministrazione comunale e propone un’assemblea pubblica

Lo scorso 19 Novembre anche alcuni rappresentanti del circolo cittadino “E. Berlinguer” di Sinistra Ecologia Libertà hanno partecipato al consiglio comunale monotematico, interamente dedicato alle problematiche relative alla situazione della Solagrital scarl.

Ecco le loro considerazioni:

“All’esito del consiglio comunale, nulla di nuovo, se non la conferma di una totale inerzia dell’amministrazione comunale. Tutte le perplessità che nutrivamo in merito a scelte imprenditoriali che non garantiscono la posizione del lavoratori sono risultate acuite e la preoccupazione che serpeggia tra loro ci pare del tutto giustificata. Abbiamo appreso in buona sostanza e con un po’ di sorpresa, stando alle dichiarazioni del sindaco Silvestri, che l’attività avicola dell’area matesina inciderebbe sul PIL regionale in misura superiore alla stessa Fiat Powertrain di Termoli. Allora, alla luce dell’importanza strategica che riveste l’azienda medesima, ci sembra quantomeno inverosimile che, allo stato attuale, non ci sia traccia di uno straccio di piano industriale, e che i rappresentanti di maggioranza dell’amministrazione comunale non abbiano pertanto la minima idea della direzione che i gruppi dirigenti aziendali intenderanno dare alla struttura quando scadranno i contratti dei lavoratori avventizi e la cassa integrazione per quelli a tempo indeterminato. Il Sindaco ha dichiarato inoltre che sarebbe previsto, in seguito ai nuovi assetti societari, un aumento di capitale Arena al fine di far fronte ai debiti della stessa con Solagrital. Purtroppo, anche in questo caso, non esistono impegni formali. Né il sindaco è a conoscenza dei tempi e dei modi della predetta operazione.

In conclusione, secondo chi ci amministra, rispetto ai problemi di una delle maggiori aziende molisane, i cittadini dell’area matesina, i lavoratori del settore e le loro famiglie non possono far altro che aggrapparsi ad una ipotetica speranza. Ma noi crediamo che di speranza non si vive, né si mangia, né si progetta la propria vita. Riteniamo che le responsabilità di una fallimentare politica clientelare atta a perseguire l’interesse dei singoli a scapito del bene collettivo non siano più sottacibili. E’ necessario, a nostro avviso, tenere alta l’attenzione (soprattutto in periodo elettorale) attraverso la denuncia e l’ascolto delle problematiche del lavoro dalla viva voce dei protagonisti.

 

Per questo il circolo “E. Berlinguer” è determinata ad organizzare un’assemblea pubblica da tenersi presumibilmente sabato 18 Dicembre 2010, previa conferma di ora e luogo, concretizzando un pensiero che ronza già da qualche giorno nella testa dei componenti il direttivo. Siamo certi che in quella sede saremo in grado di illustrare ai lavoratori, ai sindacati, agli esponenti politici le nostre possibili soluzioni concrete a questo annoso problema.

Con la speranza che tale iniziativa possa trovare il consenso e la partecipazione attiva di tutti coloro che abbiano a cuore il futuro dell’azienda, e quindi dell’economia matesina, così come della regione intera.”

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DA AGRIPOL A GAM. STORIE DI POLLI, FACCIENDIERI, CLIENTELE E POLITICANTI

novembre 22, 2010

di Massimo Campanella

Una vicenda lunga e controversa che dura da quasi quaranta anni, fatta di intrecci fitti e non sempre chiari tra politica, imprenditoria, assunzioni clientelari, faccendieri, soldi pubblici, fondi per il Mezzogiorno, quella  che vede come protagonisti lo storico marchio veronese Arena e la Sam/Solagrital/Gam, società della filiera avicola molisana a partecipazione pubblica che per decenni hanno controllato e determinato non solo i destini dell’azienda bojanese, ma anche (e soprattutto) le sorti di decine di elezioni politiche e amministrative sull’intero Molise centrale.

Una joint venture pubblico/privato segnata da molti insuccessi gestionali, da crisi profonde, da vagonate di denaro pubblico irresponsabilmente sperperate e da resurrezioni apparentemente miracolose. Un caso forse non unico in Molise quello dell’Arena/Solagrital,  ma sicuramente emblematico di come non si  amministra un’industria e di quali siano le ricadute negative e i guasti socio-economici e politici derivanti dalla gestione clientelare di un’impresa di simili dimensioni.

Sogno americano per i lavoratori dell’area matesina negli anni Settanta e Ottanta, miniera inesauribile del favore e delle assunzioni pilotate per amministratori e faccendieri,  che fin dall’inizio hanno imbrigliato nelle pastoie della politica una delle più importanti attività produttive del Molise, trasformandola  da potenziale volano dello sviluppo in palude limacciosa o, se preferite, pozzo senza fondo per le casse pubbliche, fonte inestinguibile del voto di scambio.

Impiantata agli inizi degli anni ’70, l’Agripol (così era denominata negli atti parlamentari, in una discussione alla Camera dei deputati nel marzo del 1971) inizia il suo cammino con il ben preciso compito di favorire sviluppo e crescita nell’arretrato Molise centrale, grazie al know how portato in dote dal gruppo veronese Arena e ad un complesso quadro di interventi strutturali del governo per il Mezzogiorno, a sostegno delle aree depresse del Sud. La gestione quanto meno discutibile delle ingenti risorse economiche e umane a disposizione dello stabilimento di Bojano – amministrate quasi sempre a scopo clientelare dalla politica locale, ad ogni livello – delimita ben presto gli argini entro i quali  l’impresa è destinata a confluire.

L’ Agripol, che ben presto muterà il suo nome in Sam, sarà trasformata in una società per azioni controllata dalla Regione Molise e, come da accordi, produrrà in  esclusiva per il gruppo Arena, garantendo occupazione a oltre 1500 persone tra operai, amministrativi e indotto. Agli inizi degli anni ’90, l’evidente sovradimensionamento del personale impiegato e le difficoltà di un mercato sempre più competitivo e saturo, trascinano la Società agricola molisana spa, e l’economia di un’intera area, nel baratro di una crisi profonda. Ne consegue un lungo e travagliato periodo di amministrazione straordinaria, seguito da un riassetto ‘lacrime e sangue’ operato a colpi di  tagli al personale, prepensionmamenti e scivoli all’uscita. A metà degli  anni Novanta lo stabilimento di Bojano e la sua filiera produttiva sembrano risorgere dalle ceneri. Sulla scena esordisce il connubio politico-imprenditoriale Arena/Solagrital salutato da molti come l’inizio di una nuova era. Il marchio veronese finisce nelle mani dell’imprenditore molisano Dante Di Dario che si occuperà, attraverso le sue holding, dell’aspetto commerciale. Sull’altro fronte la Solagrital, società cooperativa a responsabilità limitata – saldamente controllata dalla Regione Molise – gestirà la parte relativa alle assunzioni, al personale e agli impianti tramite un consiglio di amministrazione di “fiducia”, nominato direttamente dalla parte che in quegli anni detiene un potere politico conquistato anche grazie alle assunzioni e ai posti di lavoro creati ad arte all’interno dell’azienda.

Nel connubio Arena-Solagrital, a soffrire non è mai lo storico marchio veronese, ma sempre il partner pubblico. Così, mentre Arena macina successi e utili, fino a volare in Piazza Affari, la Solagrital continuerà ad arrancare, con la Regione sempre pronta a offrire stampelle finanziarie alla cooperativa e ai suoi lavoratori, tornati nel frattempo a quota 1500 tra effettivi, avventizi e indotto.

La storia più recente – quella dell’ultima crisi, delle inaspettate dimissioni di Di Dario da presidente del Cda e della cessione della sua quota Arena, dei 200 e più cassintegrati, delle centinaia di avventizi e dei lavoratori a tempo determinato che vanno man mano a rimpiazzare gli operai in pianta stabile – racconta soprattutto del nuovo tentativo di rilancio esperito dalla Regione Molise. Un percorso iniziato nel 2009 con la riunificazione delle varie parti dell’azienda, frazionata tra molti protagonisti, e conclusosi la scorsa primavera con la delibera 210 del 25 marzo 2010. In buona sostanza,  attraverso questo atto la giunta Iorio dà corso a quanto deciso un anno prima.

Aprile 2009, il Consiglio regionale approva – con l’unico voto contrario di Michele Petraroia del Pd – un percorso di rilancio della filiera avicola che passa per la necessaria riunificazione della stessa, fino ad ora parcellizzata in diversi e molti protagonisti, e per l’acquisizione, in parole povere, del complesso industriale di Bojano, l’azienda in cui Solagrital produce per Arena in via esclusiva. Dato, anche questo, che la Regione intende cambiare e lo fa con il provvedimento del marzo scorso.

Si tratta di una complessa operazione finanziaria che secondo l’assessore regionale alla Programmazione Gianfranco Vitagliano e il governatore Michele Iorio porta a casa più di un risultato.

Innanzitutto il passaggio dello stabilimento di Bojano nella disponibilità della Gam srl, società inattiva interamente partecipata dalla Regione Molise, che ha come mission il coordinamento dell’intera filiera avicola molisana. In secondo luogo la fine dell’esclusiva a favore di Arena, tramite la Codisal, della commercializzazione dei prodotti realizzati da Solagrital (polli e derivati). Infine, lo ribadiscono più volte in aula a Palazzo Moffa, il fatto che le casse regionali in questo caso non sborsano concretamente neanche un euro per l’operazione, tranne le cospicue spese di rogito notarile e le relative tasse allo Stato: qualcosina come 700mila euro. Bruscolini, secondo loro. Stipendi, secondo gli operai che aspettano il pagamento degli arretrati.

In pratica la trafila è la seguente: Logint srl, che deteneva lo stabilimento, e Regione si accordano sul valore dell’immobile fissandolo a 37 milioni di euro. La Regione lo rileva attraverso la Gam e lo fa in due passaggi: contratto immediato di usufrutto, gravato da un’ipoteca di 17 milioni, per 7 anni e sei mesi al costo di 15 milioni di euro; contratto preliminare che impegna Gam e Logint a perfezionare in seguito un definitivo di compravendita per il restante importo di 22 milioni di euro (14 milioni saranno il risultato dell’accollo del mutuo di 17 milioni scontato di 3 milioni, il resto per cassa).

I primi 15 milioni di euro – decide la giunta Iorio il 25 marzo – saranno corrisposti alla Logint attraverso la cessione di azioni Arena rivenienti dall’equity line. Se ciò non fosse possibile per cause non imputabili a Gam e a Solagrital, i 15 milioni saranno versati a Logint per compensazione, vale a dire facendo valere la cessione di credito che la stessa Solagrital ha operato nei confronti della Gam: Solagrital deve avere 23 milioni di euro dalla Codisal, collegata a Logint; quel debito, compensato, copre l’usufrutto per sette anni e mezzo. Il 29 marzo Arena comunica di aver concluso un contratto di equità line con Solagrital, in base al quale la cooperativa si è impegnata ad aumentare il proprio capitale nella holding per 45 milioni in 3 anni, 15 per anno: i 15 appunto che la costruzione finanziaria dell’assessorato alla Programmazione indica come mezzo di pagamento dell’usufrutto delle mura dell’azienda di Bojano.

Complicati i passaggi, delicata la fase. “Parliamo di una società quotata in Borsa”, sottolinea Vitagliano in Consiglio. Il buon esito delle operazioni, legate anche all’offerta sul mercato di quote di Arena, dipende dalla fiducia che il mercato stesso riesce ad avere nel percorso che la Regione ha immaginato.

Il provvedimento arriva nell’assise di via IV Novembre per l’autorizzazione di un passaggio innovativo. Lo dice Iorio nella relazione introduttiva, lo specifica Vitagliano nella replica. “L’istituto di investimenti Jp Morgan ha una partecipazione significativa in Arena – ricorda il governatore – ma ha manifestato l’intenzione di non restare nella compagine”. Le quote sono finite nel loro fondo “di non utility”, spiega tecnicamente Vitagliano. “Vogliamo dare mandato alla Gam srl di verificare se sia conveniente per il socio pubblico rilevare quelle quote”, e parla come se il consiglio d’amministrazione Gam fosse composto da esperti di alta finanza, fingendo di non sapere che invece si tratta di nomine politiche, di incompetenti che costano 20mila euro l’anno di indennità e che spesso e volentieri non hanno la più pallida idea di cosa stanno lì a fare.

La Regione attraverso la Gam avrebbe così la maggioranza di Arena e il marchio. Jp Morgan ha una partecipazione del valore di 20 milioni di euro. La delibera parla poi chiaramente di una exit strategy da concretizzare in 24 mesi. Certo la Regione non può sostituirsi all’impresa privata. Ma la risolleva, toglie i debiti, rilancia il prodotto facciamo conto permettendo anche ad Aia, ad Amadori e ad altri di commercializzarlo, aumenta la produzione, salva i posti di lavoro e gli stipendi. Tutto in teoria, ovviamente. La realtà, sappiamo, è ben diversa.

E poi? Poi c’è l’exit strategy. Nessuno in aula ha chiesto a Vitagliano e Iorio se hanno già un quadro della strategia di uscita, eppure è fondamentale. È ovvio che una exit strategy non ce l’hanno e che il rischio che stanno prendendo, o meglio, che stanno facendo correre ai lavoratori e all’intera comunità matesina, è molto elevato.

La minoranza contesta il metodo usato (molto blandamente in realtà, senza fare vera opposizione, solo “minacciando” di ricorrere alla giustizia): un atto portato in Consiglio in tutta fretta, senza passare per le Commissioni, passaggi poco comprensibili. La maggioranza decide comunque di discuterlo e approvarlo, l’opposizione esce dall’aula e convoca una conferenza stampa immediata, minacciando di portare gli atti in Procura, sottolineando come  qualcosa sia andato storto perfino rispetto alle previsioni del governo regionale, e chiedendo di discuterne in maniera più approfondita prima di procedere.

Con l’opposizione, al momento del voto “prudentemente” si assentano anche i consiglieri di maggioranza Pietracupa e Tamburro dell’Adc che avevano espresso riserve durante i loro interventi, a conferma dell’alta rischiosità finanziaria dell’operazione, oltre che della sua discutibilità a livello politico.

Il resto della storia, quella più recente, è la storia della confusione che regna all’interno dell’azienda, delle casse integrazioni a rotazione, dei 400 avventizi, dello stabilimento che cade a pezzi e delle spallucce dei politici regionali, che non sono in grado di dare risposte agli operai e che, secondo me, stanno perdendo il controllo di una situazione troppo grande per le loro piccole menti. Per stendere per bene un documento su quest’ultima parte, avrei bisogno di fissare un po’ di dati e di procedure in atto. In pratica, ho bisogno di carte, di incontrare di nuovo parti sociali e lavoratori e, possibilmente, prendere due appunti. Ma questa è un’altra storia…

VICINI AI DIPENDENTI SOLAGRITAL

novembre 4, 2010

Solidarietà del circolo Berlinguer ai lavoratori in sciopero per i mancati stipendi

Il circolo “Berlinguer” Sinistra Ecologia Libertà di Bojano esprime il suo completo appoggio alle lavoratrici e ai lavoratori Solagrital impiegati presso l’incubatoio. Gli operai sono scesi in sciopero lo scorso 29 ottobre per protestare contro il mancato accreditamento dello stipendio relativo alla mensilità di settembre.
Perdere una giornata di lavoro in questo momento di crisi aziendale e, più in generale, crisi economica delle famiglie, significa che le Lavoratrici e Lavoratori sono stremati  da questo andazzo e accusano i vertici aziendali della Solagrital di dimostrare scarsa sensibilità e indifferenza nei confronti  dei loro problemi.
“Non abbiamo difficoltà ad immaginare – affermano dal direttivo SEL riprendendo il comunicato stampa emesso dai lavoratori – che nella giornata dello sciopero molti lavoratrici e lavoratori abbiano subito forti pressioni da parte di alcuni dirigenti aziendali che dimostrano in modo chiaro che il problema dei ritardi dei pagamenti degli stipendi devono essere taciuti e non denunciati pubblicamente. Auspichiamo, pertanto, che i  sindacati vogliano intervenire energicamente per respingere tali tentativi affinché gli stessi possano esercitare liberamente i loro diritti e manifestare le proprie richieste, di fronte a problemi abbastanza seri che hanno a che vedere con la loro vita, il diritto di poter protestare.”
Questo sciopero non fa altro che confermare lo stato di totale incertezza in cui versa l’azienda bojanese, usata ancora troppo spesso per meri fini di propaganda elettorale da parte delle varie istituzioni locali. Proprio oggi infatti un quotidiano locale afferma che dal 2007 ad oggi la Solagrital ha incrementato i lavoratori da 457 a 812, di cui 400 in avventiziato. Per noi di SEL molto spesso avventiziato è sinonimo di “ricattabilità”, e crediamo di non essere tanto lontani dalla verità, in un’azienda dove è pericoloso denunciare anche solo un ritardo di pagamento. Un’immagine poco gratificante di una politica che gioca e avanza sulle spalle della gente. E neanche si può pensare che qualche consiglio comunale basti a risolvere una questione così spinosa, se non si torna ad una consapevolezza forte e ad un’azione decisa nel solo ed unico fine di tutelare l’economia e i cittadini di un’area, quella matesina, a forte rischio economico e di conseguenza sociale.
Per questo il circolo “Berlinguer” esprime la piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori, impegnandosi a fondo nella promozione e nella diffusione della loro battaglia nella cittadinanza intera, con tutti i mezzi di cui dispone, preannunciando fin da adesso iniziative concrete a tal riguardo.

PERCORSI DIVERSI …e 4!!!

ottobre 1, 2010

Continuano con sempre crescente successo i Percorsi Di-Versi, organizzati dal circolo SEL “Enrico Berlinguer” di Bojano. Un’idea innovativa per incontrare più da vicino la storia, il territorio, le caratteristiche che fanno della zona matesina una delle più belle (e meno valorizzate) dell’Italia intera.
Dopo l’incontro diverso della settimana scorsa, in cui il micologo Antonio Doganieri ha illustrato il bosco inteso come habitat ideale per i funghi nostrani, con questo nuovo appuntamento l’archeologo Daniele Muccilli, che già ha accompagnato i partecipanti in uno dei precedenti incontri, li accompagnerà ad Altilia.
L’appuntamento è a Bojano, in Piazza Roma, domenica 3 ottobre alle 16.00 dove un pullman della ditta “Bernardo” di Colle D’Anchise, porterà tutti insieme a destinazione, per un altro avvincente viaggio nella storia. In questo modo si eviterà di usare un numero spropositato di macchine e si eviterà di dar fiato a un numero spropositato di marmitte. Il tutto sarà gratuito, o con una sottoscrizione a piacere.
Oggetto della passeggiata culturale saranno il fascino e i segreti di una civiltà antica, e di un parco archeologico unico nel suo genere, oggi minacciato da vicino dalla insostenibile crescita di un eolico selvaggio che poco o niente ha a che fare con l’energia pulita, ma molto con gli interessi di grandi lobby e di stampo mafioso.
Naturalmente, inoltre, in caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata a data da destinarsi.

Per qualsiasi info i contatti sono: 327 6823743 o scrivere a selbojano@yahoo.it

fonte: Primapaginamolise

PERCORSI DIVERSI

settembre 25, 2010

Terzo appuntamento dei PERCORSI DI-VERSI, passeggiate alla scoperta della storia, delle curiosità, delle peculiarità della città e del territorio di Bojano.

Avvalendoci questa volta della preziosa consulenza ddell’esperto micologo Antonio Doganieri, andremo a scoprire l’habitat naturale dei funghi matesini.

Una passeggiata non alla scoperta della nostra storia, quindi, ma alla ricerca delle bellezze e peculiarità del nostro territorio. E quando pensiamo alla nostra zona, non possiamo certamente tralasciare il bosco, e le bellezze (per l’occhio e per il gusto) che in esso troviamo. Vi aspettiamo quindi per vivere insieme l’esperienza di un altro affascinante incontro con tutto ciò che ci riguarda così da vicino, per conoscerlo, amarlo e magari imparare a rispettarlo.

Vi aspettiamo numerosi domenica 26 alle 9,30 del mattino, con ritrovo in Piazza Pasquino!

PERCORSI DIVERSI

settembre 5, 2010

Eccoci di nuovo, in brevissimo tempo, con il secondo appuntamento dei PERCORSI DI-VERSI, passeggiate alla scoperta della storia, delle curiosità, delle peculiarità della città di Bojano.
Sempre avvalendoci della preziosa consulenza dell’architetto Oreste Muccilli, la scelta dello scenario per questo nuovo incontro è caduta sul Castello normanno di Civita, il borgo medioevale di Bojano.
Vi aspettiamo quindi per vivere insieme l’esperienza di un altro affascinante incontro con la storia della città, questa volta con un focus sull’età di mezzo e sulla bellissima, ma altrettanto tutta da valorizzare, borgata di Civita.
Sempre più galvanizzati dal successo del primo appuntamento nel centro storico, e sempre più convinti che se non si conosce la propria storia, non si può progettare degnamente il futuro proprio e di tutta la collettività

Martedi 7 settembre 2010 , ore 17.00 , Civita Superiore – Bojano (CB)

Vi aspettiamo numerosi!

PERCORSI DIVERSI

agosto 23, 2010

Vi aspettiamo per vivere insieme l’esperienza di un affascinante incontro con la storia della città di Bojano raccontata attraverso le rigorose ricostruzioni storiche dell’arch. Muccilli che ci guiderà, tra le emergenze architettoniche e archeologiche che caratterizzano il centro storico, alla scoperta di un passato troppe volte ignorato .

Un’ imperdibile occasione per scoprire le suggestioni di una “città invisibile”.

Martedi’ 24 agosto 2010 – ore 16, con partenza da localita’ Pietre Cadute di Bojano (CB).

Al termine del percorso ci sara’ un aperetivo offerto da “Bar Centro” di Bojano (CB) presso la sede SEL in via XX Settembre, 2.